Un tempo si sarebbe detto: “le migliori pizze di Napoli”, punto. Ma ormai è qualche anno che Caserta affiora silenziosa nelle classifiche e si afferma all’attenzione di tutti. Diciamolo, senza nasconderci: la pizza napoletana non è più il patrimonio di una sola città. Puoi pizzicarla un po’ ovunque, sulla mappa della Campania. Dietro i borghi di Caserta Vecchia, ai piedi dei Monti Trebulani, nel cuore dell’agro aversano, nel mezzo dei Campi Flegrei. La storica “Via dei Tribunali” napoletana, per un secolo il tempio della pizza – con Vesi, Sorbillo, il Presidente e Di Matteo uno dopo l’altro – mantiene ancora il proprio fascino e un pizzico di folklore, affollata com’è di turisti d’ogni parte del mondo, ma non è più da tempo l’unico epicentro possibile.

Questa piccola classifica prende in considerazione tutte le pizze mangiate nel 2017.

#1 10 Diego Vitagliano, Pozzuoli (NA)

Diego Vitagliano pizzeria 10 Pozzuoli Io e Margherita

La migliore pizza di Napoli di questo 2017 è a Pozzuoli, storia antichissima di Greci e pescatori, Sanniti e Romani. L’impasto di Diego Vitagliano è commovente, gli ingredienti tutti (o quasi) a km0, le fritture d’antipasto perfette e il servizio impeccabile. Niente è lasciato al caso, ma l’attesa è tantissima, quindi andateci ad orari friulani (tipo che alle 19 dovete stare lì).

#2 Casa Vitiello, Tuoro (CE)

Casa Vitiello Pizzeria Tuoro Caserta Ciccio Vitiello Io e Margherita

E chi l’avrebbe mai detto. A Tuoro si mangia la pizza alternativa più interessante dell’anno. E dei prossimi anni a venire. Ciccio Vitiello è una rivelazione, più che il “pizzaiolo emergente” del Gambero Rosso. La sua pizza è bella e fragrante, leggera, buonissima. Una pizza a modo suo, cotta un po’ di più (“perché così voglio cuocerla”), con accostamenti d’autore. Anche qui, andateci ad orari inspiegabili, col sole ancora alto nel cielo e il tramonto appena accennato, sennò non entrate più.

#3 Morsi e Rimorsi, Aversa (CE)

Morsi e Rimorsi Pizzeria Gianfranco Iervolino Io e Margherita Aversa

Un gradino più sotto, un po’ più a Sud, c’è Gianfranco Iervolino. Volto noto in TV, docente di impasti, consulente di prodotto, Tre Spicchi Gambero Rosso per due anni consecutivi. La sua pizza non ha bisogno di canini, molari e incisivi. L’impasto si scioglie in bocca. La Margherita è davvero tra le migliori cose assaggiate quest’anno. Il locale è arioso, giocherellone, un po’ come questo cornicione. Gonfio d’aria e di gioia. È una pizza che sorride. Servizio da migliorare appena un po’. Attesa fenomenale.

#4 I Masanielli, Caserta

Pizzeria I Masanielli Francesco Martucci Caserta

Foto peggiore non poteva venire. Il locale di Francesco Martucci a Caserta (via Lincoln) è una chiassosa pizzeria con invereconde luci gialle basse. Il forno non c’è, è chiuso in una stanza separata da una porta. Inacettabile. Lui, Martucci, esce ogni tanto e sembra un tipo incredibile, ma non l’abbiamo conosciuto: noi andiamo in incognito, come sempre. Pizza buonissima, con ingredienti supremi, ma impasto di poco sotto le aspettative: grande entusiasmo durante i primi bocconi, meno sul finale. Sicuramente esperienza da rifare al più presto.

#5 ‘O Gemell, Casalnuovo di Napoli (NA)

Pizzeria 'O Gemell Casalnuovo di Napoli Io e Margherita

Luigi Castaldo è la vera rivelazione. In questa pizzeria di cui non parla nessuno, lui fa una pizza margherita di altissimo livello. Come lui ama dire ai clienti, “la pizza è già digerita”. L’impasto è fatto a mano, il primo boccone è indimenticabile. Ci siamo lamentati dell’assenza di basilico, e di troppo olio sul cornicione. Ma il viaggio a Casalnuovo di Napoli va fatto assolutamente.