Vasinikò, Milano

Vasinikò si affaccia con quattro grandi vetrate su piazza 25 Aprile, nella posizione più invidiabile di tutta Moscova. Dentro, l’arredamento finto luxury oscilla tra sfumature di verde e giochi di luce disastrosi, degni della più tamarra discoteca di provincia. Appena entrati, è subito mal di gola, ma il ritardo di Valentina ci permette di assestare un paio di lamentele sull’aria condizionata. L’impatto visivo con la Margherita è di gran lunga tra i migliori a Milano. Peccato per quella ciliegina di mozzarella che non ha chiesto nessuno, ma che – dicono – sia un tratto distintivo dello chef. A me sembra una presunzione decorativa senza arte né parte. In ogni caso, una pizza molto bella. Ben cotta, senza bruciature evidenti, non troppo asciutta. Morbida e profumata. Pomodoro e fiordilatte buoni, senza fare miracoli. Il primo boccone è un sì. Ma la fame svanisce in un attimo. L’impasto, infatti, è la nota dolente: gonfio, pieno, interminabile, si mastica tanto e con fatica. Se avete fame e il giorno dopo non avete granché da fare, passate da qui.

  • 8/10
    COTTURA - 8/10
  • 6.5/10
    IMPASTO - 6.5/10
  • 7/10
    INGREDIENTI - 7/10
  • 8/10
    ASPETTO - 8/10
7.4/10