Dicono sul sito che Sapurì sia una pizzeria “storica” di Milano che da qualche mese ha aperto pure al civico 3 di viale Monte Nero. Sempre sul sito proliferano un po’ a casaccio frasi dedicate ai motori di ricerca, come “miglior pizzeria Milano”, “miglior delivery Milano” e “miglior locale Milano”. Con queste premesse – sicuramente le migliori premesse a Milano! – entro nel locale che piazza subito un bel bancone da asporto di fronte all’ingresso e qualche tavolino monoposto ai lati, per guardare la città in solitudine, masticando. Nessuno dei camerieri o presunti tali mi caga, e io mi accomodo al piano di sopra dove ho l’imbarazzo della scelta. Il mood è rosso come il logo, i soliti tavoli quadrati e grosse panche, candele con cera pericolosamente in bilico che illuminano tavoli già abbastanza in luce. Contenitori di cartone per “pizzette” ballano sugli scaffali. Dal basso si ode uno sferragliare di pale e di forni elettrici che si aprono e si chiudono. Lo sguardo ai tavoli vicini mi amareggia, ma non mi sorprende. Sta per arrivarmi una pizza in stile egiziano, benché sul menu si sprechino le solite boutanade dei copywriter del pizza marketing, ovvero che l’impasto è “lievitato 48 ore”.

E arriva la Margherita. Brutta come una macchia di caffè su un vestito da sposa. Avete presente un incidente tra due treni? Ecco, quelli erano il lievito e il sale. 48 ore di disastro enzimatico. Adesso immaginate la pizza senza quelle due foglioline di basilico: la smorfia che avete fatto è esattamente la mia. Senza voler scomodare parole come “mozzarella” o “fiordilatte” dirò che il formaggio utilizzato era a mio modesto avviso un tantinello salato. Sulla qualità del pomodoro non posso esprimermi perché non l’ho neanche percepito. L’impasto non è né croccante, né morbido: è una massa biscottata con incredibili punte d’umidità lungo tutta la base. Ne lascio la metà e arrivederci.

Qual è la missione di questa pizza? Sfamare qualche sfortunato che non ha voglia di cucinare. Le alternative in zona, per fortuna, sono molte: per la pizza napoletana ci sono Pomodorino (via Crema) e Rossopomodoro (viale Sabotino) entrambe a meno di duecentro metri, verso ovest. Per la pizza al trancio, di fronte Sapurì, c’è Cerro Ardente, che è buonissima. Poco più su c’è Briscola Pizza Society che vale sempre una visita. Ma se proprio cercate la pizza in stile egiziano ci sono almeno due kebabbari molto più a buon mercato lungo viale Montenero, verso nord: “Da Mina” al civico 20 e “My Heart” in via Pace, di fronte via Bergamo.

  • 4.0/10
    COTTURA - 4.0/10
  • 4.0/10
    IMPASTO - 4.0/10
  • 4.0/10
    INGREDIENTI - 4.0/10
  • 4.5/10
    ASPETTO - 4.5/10
4.1/10

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