Zio Provolone Io e Margherita Terrazza Citroen Recensione

Terrazza Citroën: ecco il nuovo nome di Zio Provolone ai Bastioni di Porta Volta. O meglio, Zio Provolone è sempre presente, ma ha trovato accordi con uno sponsor per il restyling del locale, con l’intento di sfruttare al meglio l’ottima e centrale posizione e la suggestiva terrazza a disposizione.

Il menù è quello di sempre, più o meno. La scelta è molto vasta, di spiccata impronta partenopea e spazia da antipasti quali ‘o Cuoppo (frittura) e ‘a Mozzarè, alle pizze (almeno una trentina), passando attraverso insalatone, primi e secondi, sia di carne che di pesce. Un classico ristorante pizzeria di dichiarato stampo generalista.

Tra tutta questa vasta scelta, come sempre, abbiamo optato per una pizza Margherita. Arrivata al tavolo, si nota subito un aspetto fin troppo abbronzato e infatti al primo taglio il cornicione scrocchia, e continua a farlo per una buona metà. La restante abbondante metà resta elastica a sufficienza. Chiediamo subito come mai. Ci rispondono che è una scelta voluta: cottura prolungata per confezionare una sorta di ibrido tra un’autentica pizza napoletana e un prodotto che possa non dispiacere troppo alla clientela milanese.

Ma davvero i milanesi entrerebbero in un locale così evidentemente napoletano con il desiderio di mangiare una pizza poco evidentemente napoletana?

Zio Provolone Io e Margherita Terrazza Citroen Recensione

Al primo morso, in ogni caso, colpisce il sapore dell’impasto, realizzato nel più classico dei modi con farina debole 00 e lievitazione diretta di 24 ore. Per gli amanti della pizza non propriamente sottile (i milanesi di cui prima?), si denota una stesura piuttosto spessa al centro, mentre il cornicione, poco alveolato, non spaventa i profani del canotto e si tiene discretamente basso.

Il pomodoro non è frantumato a mano: è passato, non è acido, ma è distribuito sin troppo generosamente. Il fiordilatte fa assai fatica a spiccare nel mare di pomodoro in cui si ritrova ad annegare. Olio ben equilibrato. Il basilico non manca all’appello, ma è striminzito e un po’ triste: magari qualche bella foglia a crudo avrebbe consolato le nostre narici e garantito un aroma più marcato.

In altre parole, anche se condanniamo inesorabilmente la croccatura del cornicione, soprattutto quando fatta consapevolmente per far piacere al cliente, registriamo una pizza decisamente più buona di quella provata l’anno scorso. Se si vorrà essere più autentici, i margini di miglioramento ci sono tutti.

  • 5.0/10
    COTTURA - 5.0/10
  • 7.0/10
    IMPASTO - 7.0/10
  • 6.5/10
    INGREDIENTI - 6.5/10
  • 5.5/10
    ASPETTO - 5.5/10
6.0/10

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