Il Pomodorino di via Crema

Il Pomodorino di via Crema si presenta bene: è affacciato su uno slargo ad angolo, con qualche tavolino all’aperto e delle accoglienti sale interne. Anche qui il rosso intenso è la tonalità dominante dell’arredo, a cominciare dalle tovaglie a quadretti in perfetto stile “trattoria alla mano”.

Neanche il tempo di sederci e viene fuori un problema: sul menu, infatti, vediamo una “Regina Margherita” – indicata come la classica margherita – e la “Margherita DOP”, con ingredienti come San Marzano, fiordilatte di Agerola, grana, olio e basilico. E allora la “Regina Margherita” che ingredienti avrebbe?

Quale sarebbe la differenza tra la pizza classica e la DOP, se la DOP sembra avere tutti gli ingredienti che normalmente ha una pizza classica?

Il cameriere non riesce a convincerci del tutto, spiegandoci che gli ingredienti della “Regina Margherita” sono di diversa provenienza rispetto alla DOP. Quindi il fiordilatte della “Regina Margherita” non è di Agerola? E il pomodoro non è il San Marzano? Quale strana follia è mai questa? Optiamo in ogni caso per la DOP, 3 euro in più, senza tergiversare oltremodo. Ma con una smorfia sul viso.

La pizza che ci giunge in tavola ha per fortuna un bell’aspetto: pare cotta a dovere, mostra un cornicione elegante, regolare e composto, da verace pizza napoletana, con un vivace e rosso San Marzano spezzato a mano e delle belle listarelle spesse quanto basta di fiordilatte.

La cottura si prospetta ottimale, ma al primo morso il cuore della pizza sembra essere rimasto crudo. Per fortuna si tratta solo di un paio di bocconi: per il resto niente da eccepire, se non il rimpianto per qualche secondo in più in forno, che a conti fatti non avrebbe comunque guastato.

L’impasto è elastico al punto giusto e ben lievitato, anche se forse non per tempi lunghissimi.  Il cornicione cedevole, ma non gommoso, senza dubbio alveolato e arioso, ma al contempo non esageratamente sviluppato in altezza. Si lascia volentieri mangiare anche da solo, fatta eccezione per un retrogusto che ricorda troppo il lievito. 

Ma il vero punto di forza di questa Margherita, come ci si augura d’altronde quando la si ordina DOP e non “base”, sono gli ingredienti. Il San Marzano è presente in perfetta quantità, distribuito con attenzione in ogni dove e dal sapore vagamente acidulo, ma nel complesso piacevole e poco irruento. La qualità del fiordilatte di Agerola si sente: a ogni morso, il taglio a listarelle spesse e larghe, sciolte quanto basta, assicura un intenso sapore e riempie di gusto il palato. Il basilico non manca, anche se la cottura non gli rende giustizia; l’olio abbonda, ma il gusto quasi assente non copre gli altri ottimi sapori, bensì lega gli ingredienti tra loro.

La pizza si è rivelata una piacevole e inaspettata sorpresa; nonostante l’importante concorrenza in zona, il Pomodorino di via Crema sembra esserne consapevole e cerca di porvi rimedio nel migliore dei modi.

  • 6.5/10
    COTTURA - 6.5/10
  • 7.5/10
    IMPASTO - 7.5/10
  • 8.5/10
    INGREDIENTI - 8.5/10
  • 8.0/10
    ASPETTO - 8.0/10
7.6/10

(di Nicola Tisiot)