Pizzeria Napule è

Napule è” è la sede milanese di una piccola catena napoletana con qualche locale tra Como e Sesto San Giovanni. Ha aperto qualche mese fa senza grande clamore mediatico, tant’è che ci accorgiamo della sua esistenza solo adesso. A Milano Napule è ha trovato casa in una viuzza vicino alla stazione centrale, non un granché da fuori ma molto accogliente all’interno.

Napule è fa parte della AVPN, una delle associazioni che tutelano l’autentica pizza napoletana nel mondo, quindi non possiamo esimerci da un test. Sfogliando il menù, il classico di stampo generico/partenopeo, ci dirigiamo dritti su una margherita; la “classica”, dato che a menù il locale ne propone 7 declinazioni differenti. 

Io e Margherita Napule è Pizzeria Milano

In poco tempo, la pizza fumante è davanti a noi. Ci colpisce subito l’aspetto: di sicuro rientra nello stile super classico, però non capiamo la forma. C’è questa parte oblunga che guarda verso di noi, straborda dal tavolo e ci mette anche un po’ paura. Il cornicione è fin troppo poco marcato, il disco si presenta in tutta la sua irregolarità e la disposizione degli ingredienti a farcitura ci pare un po’ abbozzata. 

Quello che conta è la sostanza, però: la assaggiamo. Subito si nota un’ottima cottura. Nessuna parte è rimasta cruda, merito anche di una stesura del panetto molto regolare in spessore. Lo diciamo subito: questa è una pizza napoletana vera, quindi dimenticate ogni velleità di croccantezza. Per fortuna. 

Io e Margherita Napule è Pizzeria Milano

L’impasto, però, non ci fa gridare al miracolo. È molto tradizionale, ma fin troppo denso. Nonostante le apparenze, riusciamo a mangiare una pizza e mezza a testa senza problemi, senza retrogusti di lievito o altro. Sicuramente un voto alto alla digeribilità.

Il cornicione è troppo timido, come si vede in foto. Va bene restare sul classico ed evitare gli eccessi del “canotto”, ma un po’ più di “personalità” ci avrebbe fatto davvero piacere. A ciò dobbiamo aggiungere la constatazione di un’alveolatura assente, com’era d’altronde prevedibile data la densità della pasta.

Il capitolo ingredienti si colloca a pieno nel clima di sufficienza finora riscontrato. Buona qualità, indubbiamente, ma senza guizzi di gusto che solletichino e divertano le nostre papille. Il San Marzano di base è passato finemente, distribuito con attenzione, ma poco presente nel quadro complessivo degli aromi. Il fiordilatte viene elargito con generosità. Ci piace il suo taglio a spesse listarelle e ci piace l’ottima consistenza. Forse è l’attore migliore: anche di sapore spicca abbastanza rispetto al resto della farcitura. L’olio di certo non manca, generoso in quantità e di gusto ben marcato, facilitato nel compito dal pomodoro. Il basilico, invece, con le sue due foglioline tristi e sperdute sul grande disco, ci mette un po’ di tristezza.

Pagato il nostro conto al molto cortese e affabile cameriere, usciamo da Napule è avendo mangiato una pizza che non troviamo altri termini per definirla, se non “standard”. Ovvero, nulla è fuori posto o stonato, ma al contempo nulla ci ha fatto innamorare davvero: una pizza che può piacere a tanti così come può lasciare indifferenti. 

(A cura di Nicola Tisiot di PizzaPicMi)

  • 7.0/10
    COTTURA - 7.0/10
  • 6.0/10
    IMPASTO - 6.0/10
  • 6.8/10
    INGREDIENTI - 6.8/10
  • 5.5/10
    ASPETTO - 5.5/10
6.3/10