“P” come perfetta. La pizza di Daniele Ferrara a Lissone

Il talento di Daniele Ferrara è stato mediaticamente portato alla ribalta per la prima volta su queste pagine nel lontano aprile 2016 – quando tutti i blog e le principali testate lo ignoravano – ed è ancora ahimé riservato ad una nicchia. Gli aficionados della sua prima esperienza milanese (via Ripamonti) seguono ogni sua impronta sui social e annegano lo sguardo tra gli alveoli del suo cornicione, perché sanno che qualsiasi panetto ammacchi Daniele si traduce in un’operazione di migrazione del benessere: dal forno al piatto. Al tempo dei 5 talenti giovani under-40 non riuscii ad inserirlo nel novero degli eletti perché già dimissionario e a spasso. Tutto tempo speso per la giusta maturazione di un’idea, una pizzeria dall’identità forte e la consapevolezza di essere a capo, finalmente, del processo di produzione.

Il che significa che Daniele sceglie i fornitori (farina Molino Quaglia, pomodori Gustarosso di Danicoop e, naturalmente, Fior d’Agerola) e predispone la mise en place necessaria a ritoccare le pizze appena sfornate con ingredienti a crudo, laddove necessario. Il salto di qualità è netto. “P” è la pizzeria in cui il talento e la passione di Daniele hanno finalmente una superficie in marmo su cui evolvere e crescere, come il suo cornicione. Merito di Daniele Pozzi, cent’anni di panificazione alle spalle e berretto in testa: le mura di “P” sono sue (così come i buonissimi dolci, ma questo è un altro discorso).

Pizzeria P Lissone Daniele Ferrara Margherita

La pizza Margherita di “P” – Lissone, via Padre Reginaldo Giuliani 10 – è tra le più buone dell’intera regione. Mi limiterei alla città di Milano, ma questa pizza va oltre, non solo in termini geografici. L’impasto è impalpabile, scioglievole, di buon sapore: il matrimonio tra farina 1 e 0 è perfetto. Mangiarlo è un piacere. Il cornicione è ricco d’aria, profumato e generoso.

Pizzeria P Lissone Daniele Ferrara Margherita

È la firma di Daniele che porta la maturazione fino a 50 ore. La digeribilità è sempre stata il driver principale della sua “visione”:

Io sono per la cultura della digeribilità. Una pizza digeribile si può avere solo con una corretta fermentazione dell’impasto, cioè quando si sviluppa il processo enzimatico giusto. Chi mangia le mie pizze deve sentirsi soddisfatto, ma non appesantito. Quando mi dicono “Daniele, ne mangerei anche un’altra” allora ho capito di aver fatto bene il mio lavoro. (leggi tutta l’intervista)

Daniele, ne mangerei anche un’altra.

Grazie.

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    COTTURA - 9.0/10
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    IMPASTO - 9.0/10
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    INGREDIENTI - 9.0/10
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    ASPETTO - 9.0/10
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