In tutte le città d’Italia, le pizzerie di catena corteggiano il palato di molti appassionati ormai da diversi anni, con risultati controversi. C’è chi inorridisce per partito preso di fronte all’eventualità di trascorrere una serata in una “catena” (neanche fosse il McDonald’s) e chi, invece, si sente coccolato in un contesto riconoscibile e standardizzato. A Milano, le pizzerie della catena “Il Pomodorino” sono cinque. Con l’aiuto del buon Nicola ce le siamo fatte una ad una. Qual è insindacabilmente la migliore (o la meno peggio)?

5. Il Pomodorino di via Morosini

Migliore Pizza Milano Il Pomodorino Morosini

Al civico 5 di via Morosini, di fronte al bellissimo Giardino delle Culture, si staglia con un bel po’ di vetrine il Pomodorino meno interessante della città. Questa è la classica pizzeria napoletana dal servizio impeccabile e dell’arredamento piacevole (ora con le nuove luci soffuse, più accogliente) che lusinga l’appassionato cliente nordico più che il vero coriaceo espertone partenopeo. La pizza è farinosa, collassata e rossa come l’inferno, con un fiordilatte che non ci è piaciuto per niente e con una passatona di pomodoro scura come un ragù che ribollirà di tutta l’acidità possibile dopo qualche ora, aggrappandosi al nostro esofago. Il cornicione è gonfio di pasta, salato e farinoso, ma profuma piacevolmente di legna. La buona digeribilità di questa pizza del Pomodorino di via Morosini ci sembra una chimera, ed infatti – incastrata com’è tra piloro e duodeno – ce la portiamo dentro finché la pioggia al Parco Vittorio Formentano non ci regala una taumaturgica boccata d’aria. [VAI ALLA PAGELLA]

4. Il Pomodorino di via Friuli

Migliore Pizza Milano Il Pomodorino Via Friuli

Via Friuli è una tranquilla e più che dignitosa strada di Milano, in Porta Romana. Il ristorante colpisce subito gli avventori grazie alle vivaci tonalità basate sul rosso, dalla tenda esterna fino alle pareti e alle tovaglie. Tra tutti i Pomodorino, questo sembra quello meno curato nell’arredo interno, ma con probabilmente il miglior servizio.

La pizza: ne abbiamo viste di più belle, di quelle che invogliano a essere mangiate al primo sguardo, e spesso l’abito fa il monaco in questo ambiente. Al taglio della prima fetta, invero, succede quel che temevamo: il cornicione crocca. Cos’è questa abbronzatura, poi? La cottura, forse per scelta o forse per casualità, si è prolungata per quei pochi secondi in più di quanto ci saremmo auspicati.  Al primo morso, l’impasto – che pare molto più secco e denso rispetto a quanto ci saremmo immaginati – con i suoi sapori delicati e poco definiti, non stupisce in alcun modo le nostre papille gustative. Così come non stupisce il pomodoro: non v’è traccia di San Marzano DOP ma una passata classica di pomodoro, distribuita in modo più o meno regolare ovunque, dal sapore spento e tendente al dolciastro. Il fiordilatte non ha personalità, molto filante all’inizio ed estremamente plasticoso a fine pizza. Il basilico c’è, così come il suo aroma; l’olio, invece, è alquanto timido. Questo Pomodorino di via Friuli è, in definitiva, niente di particolarmente emozionante. [VAI ALLA PAGELLA]

3. Il Pomodorino di via Solari

Anche a sud est di Milano, nella tranquilla zona di via Solari, potrete trovare un Pomodorino. Proprio come gli altri locali della catena, si presenta abbastanza bene e attrae l’attenzione del passante affamato grazie alle tinte rosseggianti. L’ambiente interno è curato, ben arredato, raccolto e… piccolo! Difatti ci è toccato un tavolo nella veranda esterna, coperta e ben riscaldata da lampade che, neanche a farlo apposta, sprigionano un’intensa luce rossa che avvolge ogni cosa. Pure la pizza, che infatti viene nostro malgrado immortalata in quella che è la foto più brutta che sia mai stata vista su un sito di food.

Migliore Pizza Milano Il Pomodorino Via Solari

Il menù è esattamente come quello degli altri locali sparsi per la città, senza quei piacevoli (dobbiamo ammetterlo) “extra menù” di via Crema. Come sempre, puntiamo dritti verso una semplice Margherita.

Dopo poca attesa, ecco arrivarci in tavola una pizza curata e abbastanza bella a vedersi, per quanto il “filtro rosso” delle lampade ci faccia intuire.

Il cornicione ha un aspetto rassicurante; si intravedono grosse bolle d’aria, si eleva bene rispetto al resto della pizza, alto e largo quanto basta. Al primo tocco non scrocchia, ma, elastico, si abbassa e ritorna al suo posto con buona prontezza. Al primo taglio, invece, restiamo un po’ delusi da zone molto dense e da un’alveolatura non così spiccata come avevamo ipotizzato.

La cottura, al primo colpo d’occhio, grazie alle belle macchioline su sfondo chiaro del cornicione, ci tranquillizza. Ci sembra rispettare i canoni imposti dalla vera pizza napoletana, ripudiando la croccantezza spinta, molto diffusa tra le pizzerie del capoluogo meneghino. Dopo qualche morso, tuttavia, rimpiangiamo un poco la suddetta croccantezza: zone troppo umide ci fanno ipotizzare che qualche secondo in più in forno non sarebbe guastato. A parte ciò, comunque, l’impasto ha un buon sapore: delicato e molto (troppo?) leggero, con un quid in più dato dalla cottura a legna, ci si rivelerà lievitato a dovere e di facile digestione.

La farcitura è senza dubbio generosa. La passata di fondo, molto vellutata, per nulla forte di gusto, ma con un buon acidulo di fondo, è distribuita in ogni dove, fin quasi a invadere il cornicione. Non è in quantità esagerata e ciò evita il fastidioso effetto “mozzarella galleggiante”. Venendo al latticino, invece, per quanto riempia tutto il disco, non riesce a spiccare in sapore. Il taglio a piccoli pezzettini, oltretutto, non aiuta. In cottura si sciolgono completamente, per poi rapidi ricompattarsi quasi in un blocco unico dopo pochi minuti da quando arriva la pizza in tavola. Il basilico sembra essere messo più “d’ufficio” che perché effettivamente  se ne riconosca la necessità; non manca di aroma, peccato che lo si possa sentire solo per un paio di bocconi e basta. L’olio, invece, molto silenziosamente passa in secondo piano senza farsi sentire.

Il Pomodorino di via Solari, dunque, non ci ha stupito, ma neppure deluso. Le pizze che vengono sfornate sono, secondo noi, senz’altro di impronta partenopea, realizzate con una buona attenzione, ma senza la pretesa di voler stupire la clientela con un prodotto memorabile, che sia a ogni morso un grande piacere. [VAI ALLA PAGELLA]

2. Il Pomodorino di via Crema

Migliore Pizza Milano Il Pomodorino Via Crema

Il Pomodorino di via Crema si presenta bene: è affacciato su uno slargo ad angolo, con qualche tavolino all’aperto e delle accoglienti sale interne. Anche qui il rosso intenso è la tonalità dominante dell’arredo, a cominciare dalle tovaglie a quadretti in perfetto stile “trattoria alla mano”.

Neanche il tempo di sederci e viene fuori un problema: sul menu, infatti, vediamo una “Regina Margherita” – indicata come la classica margherita – e la “Margherita DOP”, con ingredienti come San Marzano, fiordilatte di Agerola, grana, olio e basilico. E allora la “Regina Margherita” che ingredienti avrebbe?

Quale sarebbe la differenza tra la pizza classica e la DOP, se la DOP sembra avere tutti gli ingredienti che normalmente ha una pizza classica?

Il cameriere non riesce a convincerci del tutto, spiegandoci che gli ingredienti della “Regina Margherita” sono di diversa provenienza rispetto alla DOP. Quindi il fiordilatte della “Regina Margherita” non è di Agerola? E il pomodoro non è il San Marzano? Quale strana follia è mai questa? Optiamo in ogni caso per la DOP, 3 euro in più, senza tergiversare oltremodo. Ma con una smorfia sul viso.

La pizza che ci giunge in tavola ha per fortuna un bell’aspetto: pare cotta a dovere, mostra un cornicione elegante, regolare e composto, da verace pizza napoletana, con un vivace e rosso San Marzano spezzato a mano e delle belle listarelle spesse quanto basta di fiordilatte.

La cottura si prospetta ottimale, ma al primo morso il cuore della pizza sembra essere rimasto crudo. Per fortuna si tratta solo di un paio di bocconi: per il resto niente da eccepire, se non il rimpianto per qualche secondo in più in forno, che a conti fatti non avrebbe comunque guastato.

L’impasto è elastico al punto giusto e ben lievitato, anche se forse non per tempi lunghissimi.  Il cornicione cedevole, ma non gommoso, senza dubbio alveolato e arioso, ma al contempo non esageratamente sviluppato in altezza. Si lascia volentieri mangiare anche da solo, fatta eccezione per un retrogusto che ricorda troppo il lievito. 

Ma il vero punto di forza di questa Margherita, come ci si augura d’altronde quando la si ordina DOP e non “base”, sono gli ingredienti. Il San Marzano è presente in perfetta quantità, distribuito con attenzione in ogni dove e dal sapore vagamente acidulo, ma nel complesso piacevole e poco irruento. La qualità del fiordilatte di Agerola si sente: a ogni morso, il taglio a listarelle spesse e larghe, sciolte quanto basta, assicura un intenso sapore e riempie di gusto il palato. Il basilico non manca, anche se la cottura non gli rende giustizia; l’olio abbonda, ma il gusto quasi assente non copre gli altri ottimi sapori, bensì lega gli ingredienti tra loro.

La pizza si è rivelata una piacevole e inaspettata sorpresa; nonostante l’importante concorrenza in zona, il Pomodorino di via Crema sembra esserne consapevole e cerca di porvi rimedio nel migliore dei modi. [VAI ALLA PAGELLA]

1. Il Pomodorino sul Naviglio Pavese

Migliore Pizza Milano Il Pomodorino Alzaia Naviglio Pavese

Ed eccolo qui il vincitore. Suvvia, è inequivocabile anche dalla foto. La pizza è molto bella, con qualche difetto, certo, ma nettamente un altro pianeta rispetto alle “colleghe” che abbiamo visto sinora. Certo, l’esperienza non è stata tutta rose e fiori: all’inizio, mentre mangiavo, ho avvertito uno strano sapore di acciuga. Che poi è fortunatamente andato via. C’era anche un bel buchino al centro della pizza, errore grossolano che non mi capitava davvero da tempo. E incastrato tra questo buchino e un pezzetto di fiordilatte ci ho trovato un capello. Cose evitabili, sicuramente da rimarcare, ma che non possono inficiare la qualità di una pizza che è comunque decisamente alta rispetto alla “categoria”. La pizza è molto napoletana, senza fronzoli, come ai vecchi tempi. C’è un ragionamento, dietro questa pizza, e in parte ci piace. Il pomodoro, ad esempio, è frantumato a mano, e il fiordilatte è molto saporito. Senza ombra di dubbio il miglior Pomodorino di Milano.

  • 7.0/10
    COTTURA - 7.0/10
  • 8.5/10
    IMPASTO - 8.5/10
  • 8.0/10
    INGREDIENTI - 8.0/10
  • 8.0/10
    ASPETTO - 8.0/10
7.9/10