La pizza napoletana di Frijenno Magnanno

A pochi passi dalla Stazione Centrale di Milano, lungo una via abbastanza desolata, soprattutto se frequentata a uffici chiusi nel weekend, troverete Frijenno Magnanno, accogliente e rinomata isola di napoletanità nella zona. Nonostante il servizio assonnato e distratto, infatti, l’affamato avventore si ritroverà seduto in un ambiente curato, comodo e luminoso.

Curiosi di provare la loro pizza, per taluni degna di rientrare tra le migliori della zona – se non di tutta la città – entriamo, già certi di ordinare la nostra solita e amata margherita. Sfogliamo il menù giusto per sfizio, notando una scelta ben bilanciata tra antipasti, primi e secondi piatti, sia di carne che di pesce, tutti d’impronta partenopea. In quanto a pizze disponibili, l’offerta è piacevolmente limitata a circa una decina di classiche, anche se non manca neppure qui l’ormai onnipresente sezione dedicata alle gourmet. Ma non ci facciamo distrarre e attendiamo (a lungo, purtroppo) la nostra margherita.

Frijenno Magnanno pizzeria napoletana Stazione Centrale Milano

Ecco che finalmente arriva. Al primo colpo d’occhio non ci fa innamorare: ne conosciamo di più belle e invitanti. Abbiamo di fronte una pizza che rientra a pieno nello stile di quelle “classiche napoletane”, ma senza probabilmente quel tocco di attenzione e cura in più che spingerebbero chiunque ad afferrare, vorace, forchetta e coltello per iniziare il pasto.

Nonostante la carenza di pathos, però, non ci tiriamo indietro. Da subito l’ottima cottura ci colpisce. L’impasto è morbido ed elastico proprio come ci si aspetterebbe da una vera pizza napoletana. Non ci stupisce per particolari sapori o livelli di idratazione, ma non ci pesa neppure mangiarlo. L’effetto biscottato gradito ai milanesi è per fortuna del tutto assente, così come parti esageratamente umide o crude, quelle che rendono pesante la digestione.

Il cornicione è in perfetto stile classico. Sottile, poco prorompente, ma con una fitta alveolatura a renderlo forse troppo tenace e un piacevole retrogusto assicurato dal forno a legna.

Le farciture spiccano per generosità, ma non troppo per intensità. Il vero campione è il pomodoro San Marzano, abbondante e gustoso, con una perfetta acidità, senza fastidiosi e sospetti eccessi di dolcezza. Il fiordilatte, invece, viene distribuito a striscioline consistenti, bello a vedersi, sciolto a dovere, ma troppo timido per le nostre papille gustative. Il basilico, purtroppo, è ancora più timido, con le sue foglioline “baby” mese in cottura e sperdute sul disco ben condito da un poco prorompente olio d’oliva.

Terminiamo senza rimpianti la classicissima margherita, forse priva di quell’estro che ci riempie di gioia a fine pasto, ma neppure rea di chissà quali difetti da denunciare; semmai ci trovassimo in zona alla giusta ora, probabilmente da Frijenno Magnanno ci ritorneremmo tranquillamente, senza troppe remore.

(Articolo a cura di Nicola Tisiot di PizzaPicMi)

  • 5.5/10
    COTTURA - 5.5/10
  • 6.5/10
    IMPASTO - 6.5/10
  • 7.0/10
    INGREDIENTI - 7.0/10
  • 7.0/10
    ASPETTO - 7.0/10
6.5/10