Chi è Daniele Ferrara che è arrivato in finale su Dissapore

Ha battuto tutti. Daniele Ferrara, 32 anni, pizzaiolo di Cava de’ Tirreni in forza alla Pizzeria P di Lissone (MB) dal gennaio del 2017, non è una sorpresa per la nicchia di appassionati che segue – ovunque si manifesti – l’evoluzione della pizza napoletana. Quelli che si sono divertiti a seguire il Campionato della Pizza 2017 di Dissapore avranno notato l’insospettabile “Pizzeria P” uscire vittoriosa da un bel po’ di scontri, persino quelli più audaci. Ferrara, sotto l’inesauribile penna di Antonio Fucito, ha sbaragliato in semifinale nientepopodimeno che Simone Padoan, al termine di un incredibile percorso costellato di vittorie: agli ottavi aveva sconfitto la Pro Loco Pinciano di Roma e prima ancora aveva messo al tappeto la pizzeria Mezzometro di Alessandro Coppari, in quel di Senigallia. Per poi sbaragliare ai quarti la fantomatica “pizzeria a degustazione” romana In Fucina, nota per i prezzi molto, molto alti.

Daniele Ferrara è oggi uno dei migliori pizzaioli under-35 del mondo. Prima di incantare i lettori di Dissapore e il palato dei fortunati clienti di Pizzeria P – via Padre Reginaldo Giuliani 10, Lissone – aveva già, 2 anni fa, fatto breccia nel cuore di Io e Margherita, che lo aveva scoperto ammaccare, infornare e sfornare pizze con un talento già maturo e un’esperienza da vero maestro.

La prima pizza di Daniele Ferrara che abbia mai visto la luce sui social è stata infatti messa in vetrina qui, nel lontano aprile del 2016. La sua Margherita era già probabilmente una spanna sopra tutte quelle già recensite l’anno scorso, una vera folgorazione: l’impasto morbidissimo disegnava un cornicione non troppo pronunciato, leggerezza rara per gli standard medi di Milano. Digeribilità alle stelle. E infatti, prima di ogni altro Dissapore et similia, l’avevamo etichettata come una delle migliori pizze napoletane a Milano. Un anno e mezzo fa.

Ci avevamo visto giusto. Ed eravamo certi che, prima o poi, quelli che arrivano sempre tardi si sarebbero accorti di lui.

Pizzeria P Lissone Daniele Ferrara MargheritaDaniele, quali sono le cose più importanti per fare una buona pizza?

Oggi si parla tanto di materie prime, di ingredienti, di farciture. Credo sia tutto molto giusto, ma resto dell’idea che il pizzaiolo sia responsabile di gran parte del successo di una buona pizza. Se hai un ottimo impasto puoi quasi sempre fare una buona pizza, non è solo questione di farcitura. Lo scenario ideale è ovviamente avere al top i 4 aspetti fondamentali: stesura, cottura, ingredienti e impasto. Se vuoi un prodotto che raggiunga l’eccellenza non puoi lasciarne indietro neanche uno.

Ti aspettavi di essere selezionato per il Campionato della Pizza di Dissapore dopo neanche un anno dall’apertura di Pizzeria P?

Sono molto contento. L’aspetto che più mi piace del campionato di Dissapore è la partecipazione del pubblico: in realtà i campionati sono due perché da una parte c’è l’articolo sul magazine con i voti e le foto, dall’altra la pagina Facebook con la gente che si scatena in tempo reale con commenti, faccine, like e quant’altro. La soddisfazione maggiore è proprio quella di incontrare persone nel mio locale che hanno votato la pizza sui social. Proprio per questo motivo non amo molto i “campionati” tra pizzaioli che si fanno in lungo e in largo per l’Italia. Sono manifestazioni in cui manca proprio la componente popolare, il giudizio del pubblico, che è la cosa più importante per il mio lavoro.

Ora il talento di Daniele dovrà scontrarsi contro I Masanielli di Francesco Martucci, uscito vittorioso dalla sfida contro i Fratelli Salvo di San Giorgio a Cremano. Nel frattempo, un altro scontro tutto digitale è già iniziato: sul social di Dissapore Pizzeria P si sta battendo a suon di reaction contro Cammafà di Torino. Che dite, mettiamo su un fermento elettorale in favore di Daniele Ferrara?