La pizza Margherita di Casa Vitiello a Tuoro (CE)

Ci sono certe pizzerie di cui nessuno sa nulla se non gli addetti ai lavori. Eppure Casa Vitiello – sperduta su una collinetta a mezz’ora di auto da Caserta, verso nord – è Due Spicchi Gambero Rosso e Francesco “Ciccio” Vitiello è un ragazzo di 24 anni premiato come Miglior Pizzaiolo Emergente 2017. Ma dei premi nessuno se ne frega niente. I capisaldi mainstream della comunicazione in fatto di food (Dissapore, Agrodolce, etc.) hanno riservato a Ciccio Vitiello quattro-righe-quattro e neanche una foto della sua pizza. Forse perché non è di Milano. Altri, agevolati dalla prossimità geografica, hanno fatto qualcosa di più. Noi puntiamo sulle foto: la pizza di Ciccio Vitiello è talmente bella che meriterebbe di essere esposta al Guggenheim Museum.

Casa Vitiello Pizzeria Tuoro Caserta Ciccio Vitiello Io e Margherita

Una piccola crosticina sulla superficie, dovuta probabilmente ad una spolverata di semola durante la stesura, ti solletica i denti al primo morso. Pensi “dannazione, è croccante?” (non proprio così), poi dimentichi tutto e ti lasci ammaliare il palato dal fiordilatte supremo e dal pomodoro perfetto. L’amalgama è commovente, l’impasto si scioglie. La pizza di Ciccio Vitiello è fatta con farina zero mescolata ad altre farine misurate al grammo perché “la chimica è tutto”. “La pizza dev’essere cotta”, afferma, mentre mi spiega che il forno viaggia fisso sui 380°. Nel laboratorio accanto si sperimentano tecniche di panificazione ad alte idratazioni ogni giorno. Sul menu, impasti con curcuma, cacao, canapa e grano arso. Una pizza che potrebbe corteggiare impavida la passione di chiunque. E che l’avrebbe sempre vinta. Andateci.

  • 9.0/10
    COTTURA - 9.0/10
  • 8.5/10
    IMPASTO - 8.5/10
  • 8.5/10
    INGREDIENTI - 8.5/10
  • 9.5/10
    ASPETTO - 9.5/10
8.9/10

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